Nosrat, la memoria dei siciliani

22/08/2010

SONO frammenti di memoria che servono a raccontare alcuni tra i nomi più interessanti del pensiero siciliano, declinato tra arte visiva, teatro, scrittura: i documentari realizzati da Nosrat Panahi Nejad sono adesso protagonisti della rassegna al Castello di Donnafugata, a Ragusa, “L’isola come set”. Ad aprire le proiezioni sarà il documentario dedicato al fotografo Nicola Scafidi, che Nostrat ha realizzato nel 1994. Racconta il regista: «Ho intrapreso la strada dei documentari proprio con una ricerca sui fotografi, iniziando con Eugenio Bronzetti, poi ho proseguito con altri artisti, scegliendoli per assonanza al mio modo di essere.E ho tenuto presente anche un altro dato: che questi artisti così profondi e importanti erano comunque dimenticati, caduti nell’oblìo». E intanto il regista prepara nuovi “ritratti”, dedicati a Ignazio Buttitta – con le testimonianze della figlia Flora e di Franco Scaldati-Antonio Pizzuto, Nino Blunda.

Nosrat, iraniano, allievo della Scuola di cinema a Roma e a Palermo da diciassette anni, realizza i suoi documentari con autoproduzioni: ne è regista, operatore, montatore, intervistatore.

Dice: «Per me tutto coincide, i miei documentari sono così un’indagine sul limite».

Dopo Scafidi, è la volta di “Michele Perriera – Frammenti di un romanzo d’amore”, poi “Antonio Pizzuto, prima parte di una trilogia che prosegue con “Antonio Pizzuto – Sur le pont d’Avignon” e con un documentario che è in lavorazione “Indagini su Signorina Rosina”. Racconta l’autore: «Il nome di Pizzuto mi fu fatto ai tempi della tesi, da Carmelo Bene. Quando arrivai a Palermo, ripensai subito a quel suggerimento». Gli altri documentari che verranno proiettati sono dedicati al musicista Federico Incardona, allo scrittore Gesualdo Bufalino, agli artisti Aldo Pecoraino e Pupino Samonà, al giornalista Anselmo Calaciura, agli attori Franco Scaldati e Gaspare Cucinella, e alla storia di una vecchia sala cinematografica, l’Archimede di Borgo Vecchio.

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